CRITICHE - Sergio Turle

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Nella pittura di Sergio Turle si evidenzia un'emozione come sospesa per la scoperta della realtà.
La meraviglia viene mascherata da una vigorosa e sicura ricerca del nitore delle forme, ma lo spazio della razionalità non risulta tanto trionfante quanto lo è l'abbandono riflessivo delle cose, abbandono che crea, d'impeto, un'atmosfera incantata.
L'artista non vi si smarrisce, ma cerca - e trova - una convivenza con essa, vivendo la bellezza e la consistenza dell'immagine che riproduce e che nel contempo crea. Turle esegue con un'attenzione che non è soltanto visiva, ma che è anche, e forseprincipalmente, sentimentale, smarrendosi, infine, felicementenei colori che fanno vive le figure.

                                                                                                                                                        Dario Lodi ( critico d'arte )

Nella pittura di Sergio Turle c'è come una condensazione marmorea della vita. E' quella delle nature morte, delle foglie, che sul finire dell'estate cominciano a comparire con insistenza e che oscillano tra composizioni e paesaggi ( onirici ).
dell'interesse per questo tema se n'era già avuta indicazione quando, sulla facciata di un palazzo settecentesco, da lui dipinto, era comparso un gruppo di foglie come a sintetizzare la loro intera esistenza fino all'ultimo respiro: una sorta di essenza della pietrificazione.
Sergio Turle è un caso pittorico emblematico di come la sensibilità produce cultura e se a questa si aggiungono le potenzialità espressive del linguaggio delle immagini, si ottengono i due elementiche da sempre contraddistinguono l'opera d'arte, ossia la qualità formale e il substrato lirico. La proposta di questo artista, nelle nature morte come nella pittura di storia da lui rimessa in vigore, senza esitazione, è propriamente anacronistica. Ogni sua opera è una creazione litica aperta a diverse letture: puoi lasciarti prendere dalla melodia immediata dei colori e delle forme o puoi cercare di cogliere il senso sottointeso dove si dispiegano le intuizioni della coscienza.

                                                                                                                           Felice Bossone ( pittore e docente di pittura )

Osservando i dipinti e i disegni di Sergio Turle veniamo subito assaliti dalla convinzione di trovarci di fronte ad un grande pittore. Lo si vede chiaramente nella sapiente ripartizione che il Turle fa dello spazio pittorico a sua disposizione ( la sezione aurea non gli è certo sconosciuta ), lo si vede nell'abilità con cui padroneggia ed accosta i colori. Turle è un pittore completo. Perchè non è costretto a specializzarsi in questo o quel contesto pittorico, ma, con tecniche disparate, passa dalla natura morta al paesaggio e alla figura con facilità che è propria di chi è tecnicamentee mentalmente preparato a fare arte. Sergio Turle è un pittore iperealista: con l'iperealismo delle sue figure egli evidenzia con forza le passioni dell'umano esistere e svela la bellezza delle cose del creato.

                                                                                                                              Carlo Manzono ( collezionista d'arte )

I colori di Sergio Turle sono un inno alla vita! Il loro splendore, la loro bellezza, la loro solarità, fanno vivere i pensieri, le emozioni, i sentimenti. Fanno sognare e fanno battere il cuore: sono veri e fantastici, sono profondi e incisivi, sono veri più del vero. Sergio Turle crea con essi una specie di gioco dove è l'umanità, con il suo carico di visioni ed immaginazioni, a dominare la scena.
Grazie, Sergio Turle!

                                                                                                                         Dirce Lerici ( insegnante di educazione artistica )


 

SERGIO TURLE - ITALIA - info@sergio-turle.it
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